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(new) data ultimo aggiornamento: 2012-02-15 00:00:00
| [2012-02-15 00:00:00] INDICIZZAZIONE PENSIONI: Sentenza Corte Costituzionale n. 316/2010 |
Indicizzazione pensioni: Sentenza Corte Costituzionale n. 316/2010
Come è noto, la recente manovra del Governo Monti ha modificato la norma sulla rivalutazione delle pensioni riconoscendola al 100% solo ai trattamenti fino a tre volte il trattamento minimo e, limitatamente, per gli anni 2012-2013. Questa norma è stata contrastata duramente ed unitariamente dalle OO.SS. dei pensionati in quanto, riteniamo che l’indicizzazione delle pensioni è l’unico strumento in grado di salvaguardare, in parte, nel tempo, il potere d’acquisto delle pensioni. I nostri presidi di fronte al Parlamento e nelle numerose città Italiane hanno, quanto meno, permesso di ottenere un’attenuazione del danno risultato rispetto all’originaria stesura del decreto che limitava la rivalutazione dei trattamenti, soltanto, fino a due volte il minimo e per il solo 2012. Il nostro Dipartimento ha ritenuto necessario approfondire la materia rilevando che la sentenza n. 316/2010 della Corte Costituzionale ha stabilito il principio della garanzia costituzionale dell’adeguatezza e della proporzionalità del trattamento pensionistico con il solo limite delle risorse disponibili. Questo significa che il legislatore può operare un ragionevole bilanciamento tra la disciplina che regola l’adeguamento del trattamento pensionistico (artt. 3-36-38 della Costituzione) rispetto alle disponibilità finanziarie rapportate alle esigenze di bilancio, con particolare riferimento agli equilibri finanziari del sistema previdenziale. Tuttavia, la Corte Costituzionale afferma nella stessa sentenza, anche un altro principio, che è quello che la sospensione a tempo indeterminato del meccanismo perequativo espone il sistema previdenziale ad evidenti tensioni rispetto agli invalicabili principi di ragionevolezza e proporzionalità, in quanto le pensioni potrebbero non essere sufficientemente difese in relazione ai mutamenti del potere d’acquisto della moneta. Sulla base di quest’ultimo principio enunciato dalla Corte Costituzionale siamo decisi a premere nei confronti del Governo, affinché, azioni “solidaristiche” come quelle fatte, recentemente, non abbiano a ripetersi nuovamente. La rivalutazione delle pensioni è costituzionalmente ineliminabile a garanzia delle esigenze di protezione della persona e quindi, per noi, è fondamentale ripristinare, quanto prima, il meccanismo di indicizzazione per tutte le pensioni. Cordiali saluti.
Mario Menditto Segretario Nazionale FNP
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| [2012-01-28 00:00:00] LOTTA ALLA POVERTA' - SOCIAL CARD AGLI STRANIERI |
Lotta alla povertà. Sperimentazione per un anno Social card agli stranieri
Social card anche agli stranieri. La nuova carta acquisti per le famiglie in condizione di povertà, che sarà sperimentata nei Comuni con più di 250mila abitanti, sarà assegnata anche ai cittadini comunitari e lungo soggiornanti (ovvero in possesso di permesso Ue per soggiornanti di lungo periodo, la ex carta di soggiorno). E’ una delle novità dell’ultima ora entrate nel testo del Dl su semplificazione e sviluppo adottato ieri dal Consiglio dei ministri. La vecchia carta acquisti introdotta nel 2008 (e tuttora distribuita) è invece riservata «ai residenti di cittadinanza italiana». La sperimentazione della nuova carta acquisti passerà attraverso i Comuni, che dovranno innanzitutto identificare i beneficiari, in base ai criteri che saranno stabiliti in un decreto dai ministeri del Lavoro e dell’Economia, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del Dl. A fare da intermediari nella distribuzione della carta acquisti non saranno dunque gli «enti caritativi», come prevedeva la legge 10/2011 (di conversione del Dl milleproroghe 225/2010, articolo 2, commi 46-48, ora abrogati). Questo non significa che la nuova sperimentazione non coinvolgerà, nelle città interessate (Milano, Torino, Venezia, Verona, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Catania e Palermo), gli enti del terzo settore. «I 50 milioni di euro che saranno destinati alla nuova carta acquisti — spiega il sottosegretario al Lavoro con delega alle politiche sociali, Maria Cecilia Guerra - saranno attribuiti ai Comuni in aggiunta alle risorse che già questi mettono a disposizione dei servizi di contrasto alla povertà assoluta. La carta acquisti deve entrare a far parte, dunque, del sistema integrato di interventi e servizi sociali organizzati dai Comuni in base alla legge 328 del 2000. L’obiettivo della sperimentazione - continua il sottosegretario - è una presa in carico personalizzata dei soggetti in condizione di povertà, che mira al reinserimento lavorativo e all’inclusione sociale e può certo passare anche attraverso la collaborazione con il terzo settore, sebbene la regia resti ai Comuni». La sperimentazione della nuova carta acquisti durerà un anno e, per consentire di valutare scientificamente gli effetti di questo intervento nella lotta alla povertà, la norma del Dl semplificazioni prevede una raccolta sistematica di informazioni dai Comuni nei quali le carte saranno distribuite. L’importo accreditato sulla singola carta non sarà uguale per tutti i beneficiari, come per la vecchia carta acquisti (caricata dallo Stato con 80 euro a bimestre da usare per la spesa alimentare e per pagare le bollette), ma sarà differenziato «in funzione del nucleo familiare e del costo della vita nei comuni coinvolti dalla sperimentazione». Sembra tornare, dunque, l’assetto “federalista” già tratteggiato nella bozza di decreto attuativo della nuova social card prevista dalla legge 10/2011, che disponeva ricariche mensili differenziate, con importi da 40 a 137 euro in base alla città di residenza del beneficiario, considerando il fatto che il costo della vita è maggiore al Nord che al Sud. I tecnici del ministero del Lavoro, a supporto della scientificità di questa differenziazione, citano le rilevazioni Istat, che fissano soglie di povertà diverse in base all’area territoriale e alla dimensione dei Comuni.
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| [2011-12-02 00:00:00] BONFANTI (FNP-CISL) PER LE PENSIONI INDISPENSABILE LA MEDIAZIONE SOCIALE |
Pensioni: Bonfanti (Fnp Cisl), indispensabile la mediazione sociale
“Nel ribadire la nostra opposizione al blocco totale del recupero dell’inflazione per le pensioni che il governo vorrebbe attuare nel 2012, provvedimento che ancora una volta cerca di fare cassa mettendo le mani in tasca ai più poveri ed ai più deboli che hanno già dato, ci meraviglia ascoltare alcune dichiarazioni in cui si definisce la mediazione sociale come ‘i vecchi rituali’ che in questi anni hanno impedito le riforme”. E’ questa la dichiarazione del segretario nazionale Fnp Cisl, Gigi Bonfanti, all’interno della querelle sulla riforma delle pensioni che il governo si accingerebbe ad attuare.
“Vorremmo ricordare - ha proseguito Bonfanti - che la mediazione sociale è uno dei principali strumenti che permettono alla democrazia di arginare qualunque forma di populismo o addirittura di totalitarismo. Auspichiamo quindi - conclude lo stesso segretario Fnp Cisl - che anche i politici che già si sono sottratti alla loro funzione, tornino a fare quello per cui sono stati eletti dai cittadini italiani.”
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| [2011-10-19 00:00:00] CAMPAGNA RED 2010 - RICALCOLO PENSIONI |
Campagna Red 2010 – Ricalcolo pensioni
Con un recente messaggio (n. 19563), l’INPS ha comunicato di aver effettuato, per tutti i percettori di prestazioni collegate al reddito, le operazioni di ricalcolo delle pensioni in base alle informazioni reddituali relative all’anno 2009. L’Istituto ha di fatto integrato le informazioni reddituali che gli sono pervenute dal Caf, dai Patronati e dall’Agenzia delle Entrate con quelle presenti nel Casellario centrale delle pensioni. L’INPS ha precisato che, nel caso in cui lo stesso dato sia pervenuto più volte, prenderà in considerazione l’informazione di importo più elevato, salvo nel caso di lavoro autonomo dove invece utilizzerà il reddito dichiarato dal soggetto. Se dal ricalcolo delle pensioni si evidenziano degli arretrati, la decorrenza di questi varierà a seconda che la pensione sia anteriore oppure successiva al gennaio 2009; nel primo caso la decorrenza sarà al 1° gennaio, nel secondo caso la decorrenza sarà coincidente con quella della pensione. Nel caso in cui i nuovi dati reddituali non abbiano comportato conguagli o variazioni nell’importo delle pensioni, l’INPS provvederà solamente ad aggiornare la posizione del pensionato. Qualora i nuovi dati reddituali abbiano comportato un conguaglio a credito, oppure un aumento della pensione, l’Istituto ricostituisce la pensione contestualmente all’aggiornamento dei nuovi dati. Il ricalcolo viene effettuato con arretrati al 31 ottobre c.a., e la rata di pensione aggiornata è posta in pagamento a partire dal mese prossimo. Qualora non risultino indebiti afferenti a periodi pregressi, l’Istituto porrà in pagamento i conguagli, con la rideterminazione della ritenuta d’acconto. Infine, se dal ricalcolo delle pensioni deriva un conguaglio a debito oppure una variazione dell’importo in diminuzione, il trattamento aggiornato sarà posto in pagamento con la rata di dicembre c.a. In ogni modo, gli interessati potranno contattare le Sedi per rettificare eventuali dichiarazioni reddituali errate; per tale ragione i recuperi saranno effettuati a partire dalla rata di pensione di gennaio 2012. L’INPS provvederà ad inviare una comunicazione degli importi ricalcolati con il dettaglio degli indebiti. La sede centrale dell’Istituto non ha preso in considerazione, nel calcolo, le pensioni i cui dati non sono presenti in archivio. In tal caso, le sedi territoriali dovranno provvedere a ricostituire le pensioni, integrando o correggendo i dati mancanti o errati ed utilizzando i dati reddituali, dichiarati dal pensionato, memorizzati nell’archivio. Resta tuttora in piedi la conferma da parte dell’Istituto in merito alla nostra richiesta di proroga del termine al 30 novembre c.a. per la comunicazione dei dati reddituali 2009 non presentati, come da circolare unitaria n. 24 e nostra circolare n. 274.
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| [2011-08-30 00:00:00] LA MONOVRA VA CAMBIATA |
LA MANOVRA VA CAMBIATA, PERCHE’?
Perché è necessaria, come ha dichiarato il Presidente Napolitano, una autentica svolta, in Italia, per fare i conti con noi stessi, finalmente e in modo sistematico e definitivo. Per questo il 1° settembre alle ore 15,30 faremo una manifestazione sit-in a Roma davanti al Senato.
Ti interessa il testo completo delle motivazione della Cisl? Clicca su Documenti.
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| [2011-08-19 00:00:00] L'ETICA DIMENTICATA DALLA FINANZA VIRTUALE |
L’etica dimenticata dalla finanza virtuale
IL MONITO DI BENEDETTO XVI
Già allo scoppio della prima crisi dei mercati, seguita al fallimento di Lehman Brothers, Benedetto XVI aveva ammonito il mondo dell’economia e della finanza riguardo ai rischi del crollo etico. Senza etica del lavoro e della produzione, senza rispetto per le materie prime e il loro valore, non c’è progresso e sviluppo. L’uomo è al centro di tutto. Ieri Benedetto XVI, in viaggio verso la giornata della gioventù di Madrid, ha ribadito il concetto: «Si conferma quanto è accaduto nella precedente grave crisi: la dimensione etica non è una cosa esterna ai problemi economici ma una dimensione interiore e fondamentale. L’economia non funziona solo con regolamentazioni mercantili, ma ha bisogno di una ragione etica per essere in funzione dell’uomo». Poi il richiamo a quanto affermato da Giovanni Paolo Il nella sua prima enciclica sociale: «L’uomo deve essere il centro dell’economia e l’economia non si deve misurare secondo il massimo del profitto, ma secondo il bene di tutti e quindi include la responsabilità verso l’altro. L’economia funziona veramente bene solo se funziona in modo umano, nel rispetto dell’altro secondo diverse dimensioni». Una versione dell’economia della produzione e del lavoro di cui la finanza sia strumento utile, indispensabile. I guai iniziano quando il rapporto si inverte. Un monito su cui tutti siamo invitati a riflettere.
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| [2011-07-17 00:00:00] ATTIVITA' DI RICOVERO OSPEDALIERO 2010 |
ATTIVITÀ DI RICOVERO OSPEDALIERO 2010
Il Ministero della Salute, il giorno 5 luglio ha pubblicato l’ultima rilevazione sui dati delle Sdo (schede dimissioni ospedaliere) relative all’anno 2010. I dati presentati sono provvisori ma danno un’idea abbastanza completa dell’evoluzione dei ricoveri nell’ultimo triennio. Le uniche regioni che non hanno provveduto a mandare gli ultimi dati aggiornati sono state la Regione Campania, la Puglia e la Sardegna per le quali si sono utilizzati il dati 2009. Complessivamente i ricoveri si sono ridotti del 4,9% (11.085.404). . In particolare, la riduzione sembrerebbe particolarmente marcata per il day hospital per acuti e per riabilitazione. Le giornate di degenza, anch’esse stimate, risultano pari a circa 70,7 milioni e si riducono del 3,7 %. Il tasso di ospedalizzazione del 2010 è sceso a 174,5 ogni 1000 abitanti contro 184,9 del 2009. Anche il tasso di ospedalizzazione per acuti si è leggermente ridotto raggiungendo 120 ricoveri ogni 1000 abitanti contri i 124 dell’anno precedente. Le dimissioni post intervento chirurgico sono invece aumentate di un 0,3% raggiungendo il 41.5 % dei ricoveri mostrando quindi una maggior appropriatezza nella fase di accettazione dei pazienti che si vengono indirizzati sempre più alle strutture ospedaliere per motivi di reale urgenza che non possono essere trattati dal MMG. Circa un terzo (31,5%) di questi interventi avvengono in Day surgery. La degenza media in ospedale non si discosta da quella dei precedenti anni rimanendo su un valore di 6,7 giorni con punte massime in Valle d’Aosta (7,78 giorni) e minime in Umbria (6,13 %). I giorni di attesa pre intervento invece scende a 1,87 giorni contro gli 1,88 del 2009. Anche qui si registrano valori molto eterogenei, e si passa dai 2.51 gironi del Lazio agli 1,23 giorni delle Marche. L’elevata incidenza di parti cesarei, fenomeno prettamente italiano, mostra solo una lieve diminuzione, nonostante siano stati messi in atto dalle regioni ripetuti e significativi interventi. La percentuale rispetto al totale dei parti è di 38,2% nel 2010, con valori massimi registrati in Campania (61,6) e Sicilia (52,8). In particolare valori superiori al 40% di parti cesarei si rilevano in tutte le regioni del centro-sud ad eccezione della Sardegna (dato 2009). La pubblicazione offre una analisi preliminare dei dati delle schede di dimissione ospedaliera per l’anno 2010, come risultanti alla data del 5 aprile 2011: i dati sono ancora provvisori e passibili di integrazioni e modifiche. Ove mancanti, i dati sono stati integrati con il corrispondente periodo dell’anno precedente, in modo da considerare in ogni caso un arco temporale di 12 mesi a beneficio della leggibilità e confrontabilità dei dati. La copertura delle strutture ospedaliere, pubbliche e private, del flusso informativo 2010 è complessivamente pari a circa 89%.
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| [2011-06-29 00:00:00] TESSERA SANITARIA - UNA CARD PREZIOSA CON I DATI SULLA SALUTE |
Tessera sanitaria. Anche per i viaggi nella Ue
UNA CARD PREZIOSA CON I DATI SULLA SALUTE
Con la tessera sanitaria non si scherza: dobbiamo averla con noi quando andiamo dal dottore, acquistiamo una medicina, prenotiamo un esame o ci presentiamo per una visita specialistica in ospedale. Questo documento contiene informazioni importanti, come i dati anagrafici e il codice fiscale. Quindi è bene sapere che cosa fare nell’eventualità di smarrimento, furto, scadenza di validità o errori nei dati riportati. Qualora la carta venisse rubata, oppure se la dovessimo perdere, possiamo richiederne subito un duplicato all’Asl o a un ufficio dell’Agenzia delle entrate. La legge non impone di presentare la denuncia, ma è opportuno farlo per tutelarsi da eventuali usi impropri da parte di terzi. Il documento ha una validità di 6 anni e il titolare dovrebbe ricevere automaticamente una nuova tessera prima della scadenza. La carta è inviata ai nuovi nati al momento dell’attribuzione del codice fiscale, ma in questo caso scadrà dopo un anno. Anche se non si dovesse ricevere in tempo la nuova tessera, il ministero dell’Economia consiglia di non rivolgersi subito alle aziende sanitarie o all’Agenzia delle entrate. «Di norma - spiegano - la nuova carta arriverà automaticamente al completamento del piano di riemissione». Per avere diritto alle prestazioni sanitarie a carico del servizio sanitario, comunque, è sufficiente presentare la “ricetta rossa”, quella rilasciata dal medico. Inoltre, la tessera è valida come certificazione del codice fiscale e può essere utilizzata da farmacie e strutture sanitarie per il cosiddetto “scontrino parlante”anche quando è scaduta La situazione è diversa se si deve andare all’estero in un Paese Ue. In questo caso, se il documento scadrà prima della partenza o nel corso del viaggio, è bene rivolgersi all’Asl per ottenere il certificato sostitutivo della Tessera europea di assicurazione malattia. A ogni modo, è sempre possibile controllare a che punto è l’emissione della nuova carta andando su http://sistemats1.sanita.finanze.it e cliccando su “Verifica lo stato della tessera”. Nel caso in cui dovesse apparire il messaggio “Non sono presenti tessere sanitarie” è necessario rivolgersi alla Asl, mentre se la carta dovesse risultare “spedita” conviene andare all’Agenzia delle entrate per verificare che la residenza sia aggiornata.
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| [2011-06-17 00:00:00] PENSIONI: FANTASIOSO INTERVENTO SULL'ETA' PER LE DONNE |
PENSIONI. FANTASIOSO INTERVENTO SULL’ETA’ PER LE DONNE
Non c’è niente da fare. Quando si tratta di trovare soldi per risanare il bilancio dello Stato tutti i governi diventano strabici. E l’occhio cade subito sulle pensioni. Così anche il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, invece di guardare a quell’enorme serbatoio intonso delle rendite finanziarie nelle quali si annidano anche posizioni “a breve” di carattere esclusivamente speculativo, non riesce a trattenere quel globo oculare fatalmente attratto dalle pensioni. Intendiamoci, non si tratta di difendere l’indifendibile come alcune pensioni d’oro che per molti fortunati sono doppie, triple, quadruple, perché magari hanno fatto il professore universitario, il deputato, il presidente del Consiglio, il ministro e a volte ricoprono ancora importanti incarichi pubblici. Lì il ministro Tremonti prevede il blocco del meccanismo automatico di perequazione, che peraltro sarebbe un intervento “leggerissimo”, o un contributo di solidarietà (non si sa di quale entità). Si tratta, invece, di discutere di un eventuale nuovo intervento sull’età di pensionamento delle donne, in particolare di quelle del settore privato, che il ministro dell’economia avrebbe in animo di parificare con quella del settore pubblico a 65 anni di età. Un’ipotesi per ora solo sulla carta nel menù di misure che i tecnici del Governo stanno preparando per il varo della manovra da 40 miliardi di euro che l’Esecutivo dovrà varare il prossimo anno e che però va a sbattere subito sul muro dei sindacati. L’aumento dell’età pensionabile per le donne nel settore privato, afferma infatti il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, “mi pare un’ipotesi irrealistica, noi la respingiamo”. “Le donne -spiega Bonanni - sono già in difficoltà perchè 40 anni di lavoro non corrispondono a quarant’anni di contribuiti, a causa delle interruzioni della loro carriera e della maternità. Come si può discutere di questo di fronte agli sprechi della politica e alle condizioni di insopportabile vantaggio di chi fa politica. Questo - sottolinea Bonanni – è uno scandalo. Abbiamo prebende al di sopra del 40% rispetto all’Europa.
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| [2011-05-20 00:00:00] INVALIDITA' CIVILE - ASSEGNI SOSPESI A CHI NON SI PRESENTA ALLA VISITA SENZA GIUSTIFICATO MOTIVO |
INVALIDITÀ CIVILE Assegni sospesi a chi non si presenta alla visita senza un giustificato motivo
Nuove sospensioni da parte dell’Inps dei trattamenti di invalidità civile per chi non si è presentato alla visita di controllo, senza avere un giustificato motivo. In un messaggio interno l’Istituto comunica che è stata disposta, e decorrerà da giugno, la sospensione d’ufficio per un gruppo di prestazioni di invalidità civile interessate da verifiche straordinarie. In particolare, il provvedimento, maturato nell’ambito della «procedura Inver» (verifiche straordinarie), riguarda le posizioni delle persone che sono risultate assenti alla visita senza giustificato motivo, rilevate al 15 febbraio. Gli interessati sono stati messi al corrente dall’ente di previdenza, che ha mandato a tutti una lettera che li invita a rivolgersi alla sede Inps per fissare una nuova visita. In quest’ultima ipotesi, poiché la prestazione è stata sospesa, la convocazione dell’invalido dovrà essere stabilita con priorità assoluta. Le prestazioni, ricorda ancora I’Inps, resteranno comunque sospese fino all’esito del controllo. I responsabili delle unità organizzative medico legali, nell’attesa della convocazione a visita e della compilazione telematica del verbale, comunicheranno all’ufficio la richiesta di procedere immediatamente al ripristino della prestazione sospesa una volta accertato che la persona non si è presentata perché, ad esempio, ricoverata in strutture ospedaliere o in condizioni di intrasportabilità.
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| [2011-04-27 00:00:00] UNA SOCIAL CARD PER TUTTE LE ETA' |
Una social card per tutte le età Lotta alla povertà. Il provvedimento in arrivo non limiterà i benefici a bambini e anziani
La sperimentazione della nuova carta acquisti destinata alle famiglie in disagio economico raggiungerà una platea di circa 50mila beneficiari, con un Isee (indicatore della situazione economica equivalente) inferiore a 3mila euro e senza vincoli di età. Non sarà più necessario, come per la “vecchia” social card introdotta nel 2008 (e ancora in distribuzione), che i beneficiari siano bambini fino a tre anni o anziani ultrasessantacinquenni. Sono questi i punti fondamentali su cui dovrebbe articolarsi l’attuazione della nuova carta acquisti introdotta dalla legge 10/2011, di conversione del Dl milleproroghe 225/2010 (articolo 2, commi 46-49). Il decreto attuativo dovrebbe essere firmato dai ministri del Lavoro e dell’Economia la prossima settimana. La sperimentazione, però, non partirà a breve: la nuova carta acquisti sarà distribuita non prima di settembre, ed è anzi probabile che il debutto slitti al 1° gennaio 2012. Dopo la pubblicazione del decreto, i Comuni avranno 60 giorni per stabilire i criteri di accreditamento degli «enti caritativi» che faranno da intermediari nella distribuzione della carta acquisti. Questi enti dovranno poi individuare, a loro volta, le persone «in condizione di bisogno» a cui si impegnano a rilasciare le carte. La social card versione 2011 sarà sperimentata in dodici Comuni con più di 250mila abitanti: Milano, Torino, Venezia, Verona, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Catania e Palermo. L’importo accreditato sulla carta non sarà uguale per tutti i beneficiari, come per la vecchia carta acquisti (caricata dallo Stato con 80 euro a bimestre da usare per la spesa alimentare e per pagare le bollette), ma sarà differenziato per città e in base alla composizione del nucleo familiare del beneficiario. Per la nuova sperimentazione della carta acquisti, il Dl milleproroghe ha previsto una spesa di 50 milioni di euro, che arriveranno dal fondo di circa un miliardo creato nel 2008 per finanziare la social card. Dal 2008 a oggi, sono stati spesi 500milioni, a beneficio di 734mila richiedenti.
Da: il Sole 24 ore di sabato 23 aprile 2011
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| [2011-04-05 00:00:00] ANZIANI E CURE ODONTOIATRICHE |
Cure Odontoiatriche
In questi giorni il Ministero della Salute ha pubblicato sul proprio sito il Quaderno della Salute dedicato alle cure odontoiatriche dal titolo “Odontoiatria di comunità: criteri di appropriatezza clinica, tecnologica e strutturale”. Lo studio mette in risalto come nella popolazione c’è ancora scarsa attenzione ai problemi della prevenzione odontoiatrica e un difficile accesso a questa tipologia di cure in regime ambulatoriale pubblico. Il Rapporto evidenzia che ogni anno sono erogate circa 4.600.000 prestazioni odontoiatriche in regime ambulatoriale da strutture del SSN e, di queste, circa 3.000.000 a individui per lo più anziani. A queste vanno ad aggiungersi altre 170.000 prestazioni rese in regime di day-hospital o di ricovero ordinario. In generale, a ricevere cure gratuite sono in massima parte bambini fino a 10 anni di età e anziani oltre i 65 anni, senza importanti differenze di genere. Tuttavia i dati Istat 2005 mostrano che circa un 1 terzo (34, 5%) della popolazione italiana non va almeno 1 volta l’anno dal dentista, mentre il 48% ci va una sola volta l’anno e che il 35,2% della popolazione italiana di età compresa tra i 6 e i 10 anni non viene sottoposto a cure odontostomatologiche o non ha accesso alle stesse. Il volume delle prestazioni odontoiatriche rese da strutture pubbliche o private accreditate in regime di SSN è pari a circa il 10%, contro il 90% di prestazioni erogate dall’odontoiatria esercitata in regime libero-professionale. Le spese per le cure odontoiatriche sono quelle che incidono per circa la metà sul computo totale delle spese sanitarie per famiglia, e la percentuale della popolazione italiana che sostiene interamente i costi per queste prestazioni è pari all’85,9%. La crisi economica, l’aumento della disoccupazione e sopratutto l’impoverimento delle famiglie italiane hanno indotto quest’ultime a dover rinunciare a questo tipo di prestazioni troppo onerose, a rischio della propria salute. Diventa indispensabile promuovere delle convenzioni tra ASL e liberi professionisti per erogare queste prestazioni a prezzi calmierati. In tal senso il Quaderno dichiara che circa 6000 studi odontoiatrici si sono resi disponibili ad erogare prestazioni, anche protesiche, a onorari calmierati così come contemplato dall’Accordo- tra il Ministero della Salute e i libero-professionisti esercenti l’odontoiatria. Per promuovere la prevenzione e saper rispondere efficacemente alla domanda di prestazioni odontoiatriche sarebbe opportuno che le prestazione odontoiatriche di base fossero inserite nei nuovi LEA, prevedendo forme di compartecipazione in base al reddito.
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| [2011-02-25 00:00:00] AVVISO AI NAVIGANTI: IL VADEMECUM E' STATO AGGIORNATO |
AVVISO AI NAVIGANTI
Vi informo che il VADEMECUM è stato completato con il primo aggiornamento fino al 20 febbraio 2011. Per accedervi basta cliccare sul link VADEMECUM che trovate a sinistra. Buon lavoro.
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| [2011-02-18 00:00:00] LA BANDIERA DELLA NUOVA SOCIAL CARD |
La bandiera della social card
Una nuova social card da sperimentare per un anno in dieci città, che si aggiunge alla vecchia carta acquisti da 40 euro al mese, introdotta nel 2008 per anziani over 65 e famiglie con bambini sotto i tre anni, in disagio economico. La novità è contenuta nel decreto legge milleproroghe che affronta in questi giorni le ultime curve del percorso parlamentare alla Camera. L’obiettivo, ora, è raggiungere le persone in condizione di povertà estrema, come i senza fissa dimora, che non sono stati toccati dal vecchio programma, perché non raggiungibili e senza documenti. Per incidere su queste frange di povertà, ora il governo si affida agli enti caritativi, mettendo in campo 50 milioni. Una nuova misura che sembra essere di bandiera, problematica e forse poco incisiva. Come il bonus incapienti introdotto anni fa dal governo di centrosinistra (e poi richiesto indietro, recentemente, dall’agenzia delle Entrate, ai contribuenti che l’avevano ottenuto senza averne i requisiti). Non c’è ancora traccia, invece, d’interventi strutturali e di politiche sociali di lungo periodo per ridurre l’incidenza della povertà e sostenere le persone più a rischio di marginalità.
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| [2011-02-01 00:00:00] IL 17 MARZO FESTA NAZIONALE PER L'UNITA' D'ITALIA |
IL 17 MARZO PAGATO COME FESTIVO
Il 17 marzo di quest’anno - giorno dedicato al l50esimo anniversario dell’Unità d’Italia - sarà festa nazionale a tutti gli effetti, comprese le regole sul lavoro festivo. Lo ha chiarito il Consiglio dei ministri di ieri. L’inclusione della giornata del 17 marzo, un giovedì, tra i festivi ne prevede quindi l’estensione delle regole in materia di orario festivo, il trattamento economico da corrispondere ai lavoratori dipendenti e le sanzioni amministrative pecuniarie in caso di inosservanza, oltre alla disciplina che regola l’imbandieramento degli edifici.
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| [2011-01-19 00:00:00] I SINDACATI DEI PENSIONATI E LA BEFFA DEL BONUS PER GLI INCAPIENTI |
I sindacati dei pensionati e la beffa del bonus per gli incapienti.
I sindacati confederali dei pensionati hanno reso nota una lettera inviata l’8 gennaio scorso al Ministro dell’Economia Tremonti, all’Agenzia delle entrate e all’Inps, con la quale si avvertiva l’imminente esplosione, poi puntualmente avvenuta sulla stampa nazionale, di una incresciosa questione di leggerezza e incuria sia legislativa che burocratica a danno degli incapienti: quei cittadini cioè, spesso anziani, che essendo “graziati” e dunque ignorati dal Fisco per il livello misero dei loro redditi (ma pur pagando tutte le imposte indirette) sono esclusi da ogni beneficio di detrazione o deduzione, o rimborso. Proprio questa categoria zero si vede ora ingiungere dal Fisco la restituzione di 150 euro più sanzioni del 30 per cento, per un bonus indebitamente percepito in perfetta buona fede. Il testo della lettera, a firma dei segretari generali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp, Carla Cantone, Gigi Bonfanti e Romano Bellissima, rilevava prontamente che molti pensionati avevano ricevuto, da parte dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente, una comunicazione di indebito inerente la somma di € 150,00, più sanzione nella misura del 30% e relativi interessi legali, con annesso modello F24 per effettuarne la restituzione. Si tratta – dettaglia la nota sindacale - della somma che fu attribuita in base al Dl 1° ottobre 2007, n. 159, ai lavoratori e ai pensionati la cui imposta sul reddito delle persone fisiche, per l’anno 2006, risultava pari a zero, a titolo di rimborso forfettario delle maggiori entrate tributarie affluite all’erario. Il dl – continua la nota - è stato convertito dalla legge 29 novembre 2007 n. 222 con modificazioni, tra le quali l’introduzione della disposizione secondo cui “la misura di sostegno di cui al presente comma non spetta a coloro che, nell’anno 2006, risultano fiscalmente a carico di altri soggetti”. Dalla documentazione in nostro possesso – scrivono i sindacati - risulta che l’Inps, alla data in cui il decreto fu convertito in legge, aveva già ottemperato agli obblighi derivanti dalla disposizione in vigore, qual era prima delle modifiche, provvedendo ad attribuire d’ufficio la somma in questione anche a pensionati fiscalmente a carico di altri soggetti, quindi titolari di pensioni d’importo inferiore a 2.840, 51 euro annui. Per tali soggetti, in base al decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 8 novembre 2007, attuativo della disposizione di legge, il sostituto d’imposta avrebbe dovuto procedere al recupero secondo le disposizioni richiamate al punto 5 del d.m. 8 novembre 2007. Ma evidentemente questo non avvenne, nel caso dei pensionati per la mancanza di informazione in cui si trovarono i soggetti interessati su questo specifico punto.Di qui la conclusione di Cantone, Bonfanti e Bellissima, secondo i quali, considerata la complessità della norma e la tipologia dei soggetti interessati, le organizzazioni sindacali chiedono che le richieste di recupero vengano sospese, i provvedimenti già emessi vengano ritirati e i pensionati destinatari degli stessi vengano assolti da ogni onere di restituzione sia del bonus che delle somme accessorie, convinti come sono che non sia ravvisabile alcun comportamento doloso in questa circostanza in cui la corresponsione è avvenuta a seguito di un atto d’ufficio, in assenza di richiesta o altra manifestazione di volontà da parte del soggetto percettore. In ogni caso i sindacati ritengono che, per queste ragioni, non si possano addebitare interessi o sanzioni ai pensionati e che, trattandosi di soggetti con reddito da pensione inferiore a 18.000 euro annui, ci siano comunque le condizioni per l’applicazione delle modalità previste nell’art. 38, comma 7, del dl 78/2010 conv. l. 122/2010.
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| [2011-01-04 00:00:00] LE PENSIONI DEI GIOVANI. UNA SFIDA PER IL 2011. |
Le pensioni dei giovani. Una sfida per il 2011
Non è il primo, né sarà l’ultimo campanello d’allarme che suona, quando si fanno previsioni sulla sufficienza delle pensioni future per i lavoratori giovani e adulti di oggi. Ed è certo un tema-sfida per l’anno che si apre nei confronti di tutti i soggetti pubblici e privato-collettivi coinvolti, a cominciare dalle organizzazioni sindacali. Molti lavoratori e lavoratrici dunque, rischiano di avere, a loro tempo, pensioni basse e i giovani sono tra i più esposti al "rischio previdenziale". Lo sostiene uno studio diffuso dalla Banca d’Italia sulle scelte previdenziali, realizzato in base all’indagine sui bilanci familiari nel 2008. "La ricchezza pensionistica - afferma il paper di Palazzo Koch - risulta inadeguata per settori significativi della popolazione italiana. Circa il 15% dei lavoratori occupati presenta tassi di sostituzione della pensione pubblica inferiori al 60%" e bassi tassi di risparmio. Questi lavoratori "appartengono generalmente alle classi di ricchezza e di reddito più basse", e il rischio previdenziale è maggiore per i giovani, i lavoratori del Mezzogiorno, i dipendenti del settore privato e i lavoratori nelle fasce di reddito inferiori. "Tra i lavoratori - sottolineano i due ricercatori di Bankitalia, Giuseppe Cappelletti e Giovanni Guazzarotti - c’è una scarsa conoscenza delle regole della previdenza complementare e una bassa consapevolezza della propria situazione pensionistica". È necessario quindi "potenziare l’opera d’informazione per promuovere il risparmio previdenziale", ma questi interventi "potrebbero essere inefficaci per i molti lavoratori che appartengono alle classi di reddito più basse e che non hanno la possibilità di aumentare il proprio risparmio". In questo caso, "interventi volti a promuovere il risparmio privato non sono sufficienti ed è necessario prevedere fin d’ora misure di natura assistenziale". Il rischio previdenziale, spiega lo studio di Bankitalia, "è maggiore per quei lavoratori che oltre ad aspettarsi un calo delle prestazioni del primo pilastro hanno una ricchezza o un risparmio non adeguati. Il rischio appare maggiormente diffuso tra i giovani, i lavoratori del Sud e delle isole, i dipendenti del settore privato, i lavoratori nelle fasce di reddito inferiori". Molti dei lavoratori "che avrebbero necessità di risparmiare maggiormente per integrare le risorse del primo pilastro presentano in realtà bassi tassi di risparmio e una ricchezza limitata. Tra questi è ampia la quota di chi non ha la possibilità di aumentare il proprio risparmio perchè percepisce un reddito insufficiente". In questi casi, politiche per incentivare il risparmio previdenziale "sono chiaramente inefficaci ed è necessario prevedere interventi di natura assistenziale". C’è poi "un basso livello dell’informazione e una scarsa consapevolezza della propria situazione previdenziale". Tra quelli che aderiscono alla previdenza complementare "è elevata la quota di chi non sa o non ricorda la linea di investimento prescelta, il livello della contribuzione, l’ammontare del capitale accumulato nel fondo pensione". Il grado di partecipazione alla previdenza integrativa "è particolarmente ridotto proprio per le categorie di lavoratori che avranno maggiormente bisogno di integrare le risorse derivanti dal primo pilastro, in primo luogo i giovani". Un adeguato livello d’informazione, conclude il paper di Via Nazionale, è quindi "un elemento importante per migliorare la qualità delle scelte in materia di previdenza complementare e va considerato un obiettivo prioritario nel disegno di un buon sistema pensionistico". In particolare, "appare necessario promuovere interventi volti ad accrescere non solo le competenze finanziarie di base dei lavoratori, ma anche le conoscenze in tema di risparmio previdenziale".
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| [2010-12-20 00:00:00] FONDO SOCIALE NON AUMENTATO, MA QUASI DIMEZZATO |
Fondo sociale non aumentato ma quasi dimezzato
Il Fondo nazionale per le politiche sociali non ha goduto di un finanziamento aggiuntivo di 200 milioni di euro ma, al contrario, e’ stato quasi dimezzato. E’ quanto afferma la Fish (Federazione italiana superamento handicap), che contesta alcuni dati circolari in proposito. Dati ufficiali alla mano, la Fish ricorda che l’impegno per il 2010 per il Fondo era di 435 milioni complessivi. Per il 2011 il "Bilancio di previsione dello Stato" propone un importo di 75 milioni di euro, 69 milioni per il 2012, 44 per il 2013. La legge di stabilità definisce lo stanziamento esatto per il 2011 in 73,8 milioni; la stessa legge prevede che "per l’anno 2011, lo stanziamento del Fondo nazionale per le politiche sociali è incrementato di 200 milioni di euro". Pertanto, sostiene la Fish, la cifra finale che costituisce il Fondo è di 273,8 milioni per il 2011, 69 milioni per il 2012, 44 per il 2013. Dai 435 milioni del 2010 siamo quindi passati ai 273 milioni nel 2011: fanno 162 milioni in meno. E’ andata peggio al Fondo per la non autosufficienza: 400 milioni nel 2010, zero nel 2011. "I servizi di aiuto alla persona, i progetti per la vita indipendente, l’assistenza diretta e indiretta, difficilmente potranno ancora essere garantiti dagli enti locali" dichiara Pietro Barbieri, presidente della Fish. Una logica che, secondo Barbieri, appare incoerente: da una parte si azzera il Fondo per la non autosufficienza, dall’altro si stanziano 100 milioni per "Interventi in tema di sclerosi laterale amiotrofica per ricerca e assistenza domiciliare dei malati". E quei 100 milioni finiscono proprio nel Fondo che è stato azzerato, per "garantire" - in via eccezionale e residuale - interventi non ben definiti solo per una parte dei cittadini gravemente non autosufficienti. "Politiche sociali che non hanno logica - conclude Barbieri - nè in termini di una presunta ottimizzazione della spesa, nè - tanto meno - in termini di garanzia dei diritti umani e civili dei cittadini più discriminati".
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| [2010-12-08 00:00:00] PEREQUAZIONE PENSIONI 2011 E NUOVI IMPORTI |
Pensioni 2011. Perequazione e nuovi trattamenti. Nota Fnp
La Federazione pensionati della Cisl, precisa in una nota l’entità dei nuovi assegni che saranno in vigore dal prossimo 1° gennaio. I calcoli sono stati effettuati a seguito del decreto ministeriale relativo alla perequazione automatica delle pensioni (G.U. 279/27 nov.2010) che conferma il valore + 0,7 e cioè il dato percentuale ricavato in base alla variazione dell’indice Istat del costo-vita, risultato pari al + 1,4 per cento. I nuovi trattamenti dunque (salvo conguagli da calcolare per il 2012) faranno registrare le seguenti modifiche. Trattamento minimo ed incrementi: trattamento minimo: € 467,42; trattamento minimo con incremento di cui all’art. 38 della L. 448/01: € 591,87 Trattamento minimo più incremento di cui alla L. 127/2007 art. 5, comma 5: € 603,87 Pensioni superiori al minimo: le pensioni di importo fino a tre volte il minimo (€ 1.382,91) avranno un aumento dell’1,4%, pari al 100% della variazione; le pensioni di importo superiore a tre volte il minimo e fino a 5 volte il minimo (€ 2.304,85) fruiranno dell’1,26% (90% di 1,4); i trattamenti di importo superiore ad € 2.304,85 avranno l’aumento dell’1,05% (pari al 75% di 1,4). Trattamenti assistenziali: pensione sociale € 343,89; assegno sociale € 417,28.
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| [2010-11-25 00:00:00] PETRICCIOLI (CISL): ODG SU INDICIZZAZIONE PENSIONI MISURA DI EQUITA' SOCIALE |
Petriccioli (Cisl): Odg su indicizzazione pensioni misura di equità sociale
“L’accoglimento alla Camera da parte del Governo di un Ordine del Giorno che impegna Io impegna, prima della fine dell’anno, a valutare interventi volti a rendere strutturale l’indicizzazione piena al costo della vita delle pensioni comprese da tre a cinque volte il trattamento minimo risponde alla richiesta che la Cisl e la nostra Federazione nazionale di categoria dei pensionati avevano avanzato nei mesi scorsi”, lo ha dichiarato il Segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli, commentando la notizia dell’accoglimento alla Camera dell’Ordine del Giorno sul meccanismo di indicizzazione dei trattamenti pensionistici. “Ora il Governo ha uno strumento concreto per scongiurare, prima della fine dell’anno, una situazione che avrebbe comportato una grave iniquità nei confronti di milioni di pensionati italiani sempre più esposti alle conseguenze negative della crisi economica. E’ un piccolo ma importante segnale che salutiamo positivamente, nell’attesa che anche attraverso la riforma fiscale si possano dare risposte più concrete ai bisogni degli anziani e delle loro famiglie”, ha dichiarato Maurizio Petriccioli.
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| [2010-11-05 00:00:00] IN ARRIVO UN BONUS DI 154 EURO PER REDDITI BASSI |
IN ARRIVO UN BONUS DI 154 EURO PER CHI HA REDDITI BASSI
Pensioni più ricche a dicembre per coloro che percepiscono la pensione integrata al trattamento minimo e hanno redditi bassi; sarà, infatti, liquidato l’importo aggiuntivo di 154,94 euro. Ne ha dato notizia l’Inps con il messaggio 27173/2010. Tale importo era stato istituito, a partire dal 2001, per i titolari di pensioni il cui importo complessivo non superi il trattamento minimo e i cui redditi soddisfino le condizioni previste. L’Inps sottolinea che ha provveduto ad attribuire provvisoriamente l’importo aggiuntivo per il 2010, se l’importo della pensione e i redditi memorizzati negli archivi lo consentono; a tal proposito, il modello ObisM del 2011 riporterà un apposito literal con l’indicazione che l’importo dell’aumento per legge finanziaria 2001 attribuito a dicembre 2010 è stato pagato provvisoriamente in attesa della verifica dei redditi definitivi. L’importo aggiuntivo spettante viene corrisposto con la rata di pensione di dicembre 2010. Per tutti i pensionati interessati la comunicazione, predisposta per il tramite degli Enti pagatori per l’ultima rata del 2010, riporta l’importo aggiuntivo dovuto.
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| [2010-10-04 00:00:00] IL PAPA: ANZIANI UNA BENEDIZIONE PER LA SOCIETA' |
Il Papa: Anziani, una benedizione per la società
’’La vita e’ un dono unico, ad ogni stadio, dal concepimento fino alla morte naturale, e spetta solo a Dio darla e toglierla’’. Con queste parole, dette a Londra agli anziani ospiti della casa di riposo St Peter’s Residence, Benedetto XVI ha pronunciato un nuovo richiamo per la difesa della vita in ogni sua fase. ’’Con i progressi della medicina ed altri fattori legati alla accresciuta longevita’, e’ importante riconoscere la presenza di un crescente numero di anziani come una benedizione per la societa’’’. Ha affermato ancora Benedetto XVI. ’’Ogni generazione - ha spiegato - puo’ imparare dall’esperienza e saggezza della generazione che l’ha preceduta. Inoltre il provvedere alla cura delle persone anziane non dovrebbe essere anzitutto considerata come un atto di generosita’, ma come il ripagare un debito di gratitudine’’. Il Pontefice ha sottolineato che ’’Dio vuole un preciso rispetto per la dignita’ e il valore, la salute e il benessere degli anziani e, attraverso le sue istituzioni caritative in Gran Bretagna ed altrove, la Chiesa cerca di adempiere il comando del Signore di rispettare la vita, senza tenere conto dell’eta’ o delle condizioni’’. ’’Sono venuto fra voi – ha poi detto il Papa - non solo come un padre, ma soprattutto come un fratello che conosce bene le gioie e le sfide che vengono con l’eta’’’. ’’Mentre cresce il nostro normale periodo di vita, le nostre capacita’ fisiche spesso vengono meno; e tuttavia questi periodi possono essere fra gli anni spiritualmente piu’ fruttuosi della nostra vita’’, e’ stato l’incoraggiamento del Papa agli anziani, ricordando anche che ’’i nostri lunghi anni di vita ci offrono l’opportunita’ di apprezzare la bellezza dei piu’ grandi doni che Dio ci ha dato, il dono della vita cosi’ come la fragilita’ dello spirito umano’’.
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| [2010-09-18 00:00:00] QUANTA VITA VALE UNA STRETTA DI MANO ANZIANA? |
Quanta vita vale una stretta di mano anziana?
Chi appartiene alle nostre generazioni anziane ed ha ancora nel dna il vigore (psichico prima che fisico) della civiltà contadina o operaia o anche borghese, ma comunque, “civiltà del lavoro” è abituato a stringere la mano dell’”Altro” o “Altra” con schietto e forte piacere, godendo dello scambio di energie che si riceve e si trasmette. Ma oggigiorno gli scienziati pretendono di misurare anche questo gesto, con acconci strumenti di laboratorio, per sapere quanto tempo ancora ci resta da vivere. Così affermano i ricercatori dello University College di Londra in uno studio pubblicato sul British Medical Journal. Il rischio di mortalita’ precoce sarebbe infatti legato a doppio nodo ad alcuni parametri facilmente rilevabili dal personale sanitario. I ricercatori hanno esaminato i dati clinici di migliaia di soggetti, la maggior parte ’’over 60’’ e soprattutto pazienti ospedalizzati, scoprendo che quelli con la presa meno forte correrebbero un rischio il 67% piu’ alto di morire in anticipo. Lo studio, che ha avuto il sostegno del Medical Research Council, ha individuato altri due indicatori di rischio: chi cammina lentamente rischia la morte tre volte di piu’, mentre chi ha difficolta’ a sedersi due volte. Attenzione, pero’, afferma uno degli autori dello studio, Avan Aihie Sayer, i rischi non sono solo della terza eta’: ’’Al momento stiamo parlando soprattutto di anziani non autosufficienti - commenta il ricercatore -, ma con il tempo questo potrebbe essere rilevante anche per i piu’ giovani’’. Potenza dei maghi della Scienza! Ma come avranno fatto i nostri nonni a sopravvivere senza di loro e senza i farmaci che inevitabilmente ci consiglieranno per rinvigorire la presa della mano o l’elasticità della falcata?
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| [2010-08-30 00:00:00] L'ITALIA IN CODA SUL SOSTEGNO A MATERNITA' E FAMIGLIA |
Italia in coda sul sostegno a maternità e famiglia
L’Italia è il fanalino di coda in Europa con l’1,4% del Pil speso lo scorso anno a sostegno di famiglia e maternità. In compagnia di Spagna e Portogallo, Lettonia e Lituania. La Relazione generale sulla situazione economica del Paese 2009 del ministero dell’Economia fornisce l’ultimo dato comparato tra i diversi Paesi relativo al 2007, quando per famiglia e maternità l’Italia spendeva 1’1,2%, contro il 2,1% della media dell’Europa a 15 e il 2% della Ue a 27. In mancanza di dati comparati più recenti non si può sapere se con questo “magro” 0,2% in più speso tra il 2007 e il 2009 l’Italia sia risalita di qualche posizione nella graduatoria europea. Tuttavia appare in tutta evidenza il forte divario con i paesi scandinavi, ovvero con il 3,7% speso nel 2007 dalla Danimarca, il 3% della Svezia e il 2,9% della Finlandia. Ma la distanza è ampia anche rispetto al 2,5% della Francia e il 2,8% della Germania, mentre il dato della Gran Bretagna (1,5%) è più vicino. Rispetto alle prestazioni di protezione sociale, la quota destinata a famiglia e maternità dall’Italia tra i 27 Paesi europei è pari al 4,7%. In questa classifica l’Italia è penultima, preceduta solo dalla Polonia (4,5%). Il confronto, infatti, è con l’8% speso dalla media dei Paesi europei, con il 16,6% lussemburghese, il 14,7% irlandese, il 10,6% dei tedeschi e l’8,5% dei francesi. Peraltro nel bilancio la spesa pubblica per assegni familiari è scesa nel 2009 a 6,390 miliardi di euro (-4,3% sul 2008) ed è diminuita del 2,5% anche la spesa per l’indennità di maternità (contenuta in un’unica voce insieme all’indennità di malattia e per infortuni).
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| [2010-08-17 00:00:00] CRESCONO A DISMISURA I POVERI POSSIDENTI |
2 YACHT SU 3 INTESTATI A NULLATENENTI, PENSIONATI 80ENNI E SOCIETA’ DI COMODO, +5% NEL 2010.
ROMA - "Crescono a dismisura i poveri possidenti, +5% nel 2010. Quasi due terzi delle lussuose barche che circolano sui mari italiani, sono intestate a nullatenenti, a prestanomi 80enni o società di comodo, italiane o estere". Lo rileva Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani che con lo Sportello del Contribuente monitora costantemente il fenomeno dell’evasione fiscale nella Penisola. "Il 64% degli Yacht di lusso, barche a vela sofisticate e auto di grossa cilindrata sono intestati a nullatenenti, a pensionati 80enni o società di comodo, anche estere, per non pagare le tasse". E’ questo il dato diffuso oggi a Capri, alla presentazione della manifestazione Fisco Tour 2010, da Contribuenti.it. Si espande a dismisura il fenomeno dei "ricchi nullatenenti" che vivono spendendo migliaia di euro per beni superflui e non dichiarano al fisco quello che guadagnano effettivamente. Secondo il recente studio di Contribuenti.it, elaborato su dati provvisori del Ministero delle Finanze che fa riferimento alle dichiarazioni fiscali presentate nel 2009, è emerso che la metà degli italiani dichiara non oltre 15.000 euro annui e circa due terzi non più di 20.000 euro; di contro, solo l’1% che dichiara oltre 100 mila euro e lo 0,2% più di 200mila euro. Una fotografia che non forma un "perfetto collage" con quella che riprende i dati relativi alla spesa pubblica. Nello stesso periodo in Italia, venivano immatricolate 151mila vetture tra fuoristrada ed auto di lusso, e addirittura a 27mila italiani sarebbero state rilasciate altrettante patenti nautiche. "E’ ora di finirla con modeste misure di contrasto all’evasione fiscale, come il nuovo redditometro - afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani - È necessaria un’illuminante politica di collaborazione con le associazioni dei contribuenti che operano da tempo sul fronte della Tax Compliance, generando una autentica cultura antievasione. Come è accaduto durante la crisi finanziaria del sistema creditizio, è necessario assegnare ai Prefetti un ruolo nel controllo nella lotta all’evasione fiscale con la costituzione di un osservatorio sulla Tax Compliance presso tutte le Prefetture e la partecipazione di tutti i diretti interessati: i rappresentanti delle società, i rappresentati del fisco e degli intermediari, i rappresentanti dei lavoratori ed i rappresentanti dei contribuenti, con il Prefetto che coordinerà il tavolo. L’osservatorio - conclude Carlomagno - dovrà migliorare i rapporti tra fisco e contribuenti, per evitare che l’evasione dilaghi nel nostro paese".
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| [2010-08-12 00:00:00] PEREQUAZIONE PENSIONI 2011 E NUOVI IMPORTI |
Pensioni 2011. Perequazione e nuovi trattamenti. Nota Fnp
La Federazione pensionati della Cisl, precisa in una nota l’entità dei nuovi assegni che saranno in vigore dal prossimo 1° gennaio. I calcoli sono stati effettuati a seguito del decreto ministeriale relativo alla perequazione automatica delle pensioni (G.U. 279/27 nov.2010) che conferma il valore + 0,7 e cioè il dato percentuale ricavato in base alla variazione dell’indice Istat del costo-vita, risultato pari al + 1,4 per cento. I nuovi trattamenti dunque (salvo conguagli da calcolare per il 2012) faranno registrare le seguenti modifiche. Trattamento minimo ed incrementi: trattamento minimo: € 467,42; trattamento minimo con incremento di cui all’art. 38 della L. 448/01: € 591,87 Trattamento minimo più incremento di cui alla L. 127/2007 art. 5, comma 5: € 603,87 Pensioni superiori al minimo: le pensioni di importo fino a tre volte il minimo (€ 1.382,91) avranno un aumento dell’1,4%, pari al 100% della variazione; le pensioni di importo superiore a tre volte il minimo e fino a 5 volte il minimo (€ 2.304,85) fruiranno dell’1,26% (90% di 1,4); i trattamenti di importo superiore ad € 2.304,85 avranno l’aumento dell’1,05% (pari al 75% di 1,4). Trattamenti assistenziali: pensione sociale € 343,89; assegno sociale € 417,28.
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| [2010-04-17 00:00:00] ANZIANI: CAPELLI BIANCHI E CERVELLO FINO |
Anziani: capelli bianchi e cervello fino
Altro che declino cognitivo! A diventare anziani il cervello ci guadagna davvero in saggezza. Per provare, una volta per tutte, che l’eta’ d’argento e’ anche l’eta’ della ragione i ricercatori dell’Universita’ del Michigan (Usa) sono ricorsi ad un esperimento psicologico i cui risultati sono pubblicati su Proceedings of the National Academy of Sciences. Gli studiosi hanno riunito 247 persone, divise in tre gruppi per fasce, 24-40 anni, 41-59 e ’over’ 60, facendoli confrontare su temi come immigrazione e integrazione. Delle tre generazioni, quella dei sessantenni si e’ distinta in proposte in grado di ridurre il conflitto sociale. Un effetto della maturita’? Non solo, secondo S. Duke Han, neuropsicologo del Rush University Medical Center di Chicago, a far ’ragionare’ di piu’ e meglio il popolo dei capelli bianchi potrebbe essere un maggiore sviluppo dei lobi frontali, cabina di regia per alcune funzioni chiave del cervello, dalla soluzione dei problemi al ragionamento astratto. ’’Gli anziani potrebbero usare piu’ i loro lobi frontali - spiega Han - per compensare la diminuzione di altre abilita’ cognitive’’.
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| [2010-03-30 00:00:00] MENO TASSE, PIU' CONSUMI PER LAVORATORI E PENSIONATI |
Meno tasse più consumi per lavoratori e pensionati
’’Noi sosteniamo da molti mesi che il calo dei consumi deve essere compensato o da una maggiore spesa pubblica, o da una maggiore disponibilita’ di denaro nelle tasche dei cittadini. Poiche’ la piu’ grande parte della platea dei consumatori e’ costituita da lavoratori e pensionati che stanno subendo contraccolpi gravissimi dalla crisi, perche’ nelle loro famiglie si rifugiano disoccupati e figli che non trovano lavoro, la loro disponibilita’ e’ bassa e questo si ripercuote sui consumi’’. Raffaele Bonanni, lo sottolinea ripetutamente, argomentando: ’’Per questo abbassare le tasse, come noi chiediamo, e incrementare la velocita’ della spesa pubblica significa soccorrere l’economia che sta languendo, ma significa anche fare piu’ giustizia sociale. Noi capiamo che ci sono problemi di debito pubblico, ma se non si guarda anche che dall’altra parte l’economia zoppica, avremo problemi serissimi’’, aggiunge Bonanni. E sugli incentivi varati dal Governo, Bonanni, sottolinea che ’’in ogni caso fanno bene sia perche’ la gente viene stimolata a spendere, sia perche’ il 70 per cento dei prodotti che fabbrichiamo sono assorbiti dal mercato nazionale -spiega Bonanni- Pero’ i soldi sono pochi. Ma soprattutto la platea di chi paga le tasse e’ sempre la stessa, i lavoratori e i pensionati. Questo danneggia l’economia e le persone. Bisogna trovare piu’ soldi, eliminare sprechi e, per la verita’, anche le ruberie.’ Sulla possibilita’ di tagliare le tasse Bonanni, aggiunge: ’’Possono non esserci i soldi ma, insisto, si potrebbero trovare. Qui c’e’ da vedere ognuno quale carico ha. Lavoratori e pensionati portano come muli un carico maggiore degli altri. Bisogna ridistribuirlo e fare in modo che i redditi bassi e medi prendano un po’ di respiro, gravando di piu’ su quelli che hanno piu’ soldi e magari risultano piu’ poveri. Poi bisogna aiutare le famiglie, che sono il motore della nostra societa’. In questa crisi la famiglia ha supplito a tutte le difficolta’ dei suoi componenti. Bisogna aiutare le famiglie e in particolare le madri lavoratrici, sulle quali in massima parte gravano anche gli inabili.’’ Sulla crisi economica, infine, Bonanni spiega che ’’anche se la situazione e’ migliorata, io credo che avremo un consistente numero di anni nei quali la domanda nazionale e internazionale di consumi sara’ minore. Per questo la societa’ italiana deve imparare ad essere molto piu’ dinamica e la classe dirigente italiana deve litigare molto meno. Occorre piu’ collaborazione tra governo centrale, Regioni e Comuni. Invece, ognuno va per fatti propri e fa polemiche con gli altri. Una situazione che non puo’ continuare.’’
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| [2010-03-15 00:00:00] FONDO PER LE POLITICHE DELLA FAMIGLIA - INIZIATIVA FNP-CISL |
Fondo per le politiche della famiglia. Iniziativa Fnp-Cisl
Il Fondo per le politiche della famiglia, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2006 (D.L.223/2006 convertito con modificazioni dalla L. 248/06) per promuovere e realizzare interventi per la tutela della famiglia sia a livello statale che regionale, nel corso degli anni ha visto diminuire le risorse mentre le finalità si sono andate ampliando (da ultimo ricordiamo il Fondo nuovi nati – D.L. 185/2008 convertito con L. 2/2009). Infatti, mentre per l’anno 2007 lo stanziamento era di 220 milioni di euro, nel 2008 questo è sceso a 190 milioni, quindi a 187 milioni nel 2009, fino ad arrivare a 185,289 nell’anno in corso. Inoltre le previsioni della Finanziaria di quest’anno indicano una ulteriore decurtazione per gli anni 2011 e 2012 (136,716 milioni di euro per ogni anno). Tale riduzione però non ha coinvolto la quota per gli interventi regionali, rimasta inalterata a 97 milioni di euro rispettivamente per il 2007 ed il 2008, che hanno riguardato: la sperimentazione di progetti e misure innovative in tema di riorganizzazione dei consultori familiari;_qualificazione del lavoro delle assistenti familiari; abbattimento dei costi dei servizi per le famiglie con numero di figli pari o superiore a quattro. Anzi –sottolinea il segretario nazionale della Cisl-pensionati, Loreno Coli, che è responsabile, tra l’altro, delle politiche socio-sanitarie e per la famiglia, della Fnp - per il 2008 è stato previsto un ulteriore finanziamento di 25 milioni di euro per il ritorno nella comunità familiare di persone parzialmente o totalmente non autosufficienti. Il complesso sistema di finanziamento - spiega una nota Fnp sull’argomento - prevede che, per quanto concerne le regioni, una volta definita l’intesa generale in Conferenza unificata sulla entità, per i criteri di ripartizione e la finalizzazione della spesa vi siano ulteriori accordi da sottoscrivere tra Ministero e singole regioni, nei quali dovranno essere concordate, oltre alle specifiche azioni, anche le quote di cofinanziamento da parte del bilancio regionale. Ma – osserva Coli - questa procedura molto articolata ,ma che garantisce un effettivo cofinanziamento ed una coerenza di obiettivi tra livelli istituzionali, ha comportato forti ritardi nella effettiva erogazione delle somme stanziate, tanto che mentre per il 2007 gli accordi sono stati sottoscritti con tutte le regioni, per l’annualità 2008 mancano ancora ben 8 regioni e le due province autonome, ed anche sull’accantonamento per la non autosufficienza sono ben 6 le regioni ed una provincia autonoma che non hanno definito l’iter ed ottenuto i finanziamenti. Per il 2009 – prosegue la nota Fnp - essendo venuto meno il capitolo di bilancio del Piano straordinario per lo sviluppo dei servizi socio educativi per la prima infanzia, l’intera quota di pertinenza regionale del Fondo per le politiche familiari (100 milioni di euro) è stata orientata a questo fine. Ma anche in questo caso - dice Coli - dobbiamo registrare che erano stati sottoscritti accordi soltanto con 9 regioni (novembre 2009). Quindi, se per un verso vi è un investimento insufficiente per politiche di welfare rivolte alle famiglie, vi sono vischiosità nei sistemi di finanziamento e nella efficienza della spesa che sono da imputare alla inattività delle regioni e che riducono ulteriormente le opportunità di sviluppo degli interventi e dei servizi. Per queste ragioni la Federazione pensionati della Cisl – conclude Coli - riteniamo che, coerentemente con la mobilitazione nazionale a sostegno dei redditi e dei servizi per la famiglia, sia importante aprire o rafforzare il confronto con le regioni sulla programmazione degli interventi a sostegno delle famiglie, in particolare per quelle in ritardo rispetto all’ottenimento dei finanziamenti nazionali ed a monitorare le politiche e la spesa a sostegno delle famiglie. E in questo senso Fnp sta monitorando le specifiche linee adottate a livello reg |
| [2010-02-28 00:00:00] DAI MIGRANTI 7 MILIARDI NELLE CASSE DELL'INPS |
Dai migranti 7 miliardi nelle casse dell’Inps
- Le chiacchiere, come si dice, stanno a zero e i numeri non sono opinioni. Tra tutte le cose belle e giuste (perché dettagliate e precise) contenute nel Rapporto della Caritas-Migrantes italiana presentato ieri a Roma, ne cogliamo solo una che ci interessa, anche come pensionati e – diciamo così – utenti dell’Inps. Rileva dunque il rapporto che il contributo dei lavoratori stranieri in Italia alle casse dell’Inps è di 7 miliardi di euro mentre la stima del gettito fiscale è di oltre 3,2 miliardi a fronte di un costo, in termini di istituzione, pensione e sanità, del 2,5% del totale della spesa sociale: circa la metà di quello che gli stranieri assicurano alle casse dello Stato. Bene. E benvenuti tra noi, nuovi italiani, e ai figli dei vostri figli. E se un tale augurio non vi viene fatto dalle istituzioni o dai partiti, ve lo porgiamo noi pensionati, anche a nome dei vecchi non-autosufficienti che assistete (magari da clandestini) e che hanno perso le facoltà cognitive per farvelo di persona.
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| [2010-02-12 00:00:00] COMUNICATO: AGGIORNAMENTO VADEMECUM |
COMUNICATO
Informo tutti i naviganti che, in data odierna, ho completato il primo aggiornamento 2010 del VADEMECUM SOCIO-PREVIDENZIALE. Tutto ciò con le circolari, messaggi e informazioni giunte e pubblicate al 10 febbraio 2010. Per accedervi basta cliccare sulla colonna a sinistra alla voce VADEMECUM. Buon lavoro a tutti da parte della FNP/CISL di VICENZA
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| [2010-02-03 00:00:00] PENSIONI MINIME E ASSEGNI AI DISABILI: CARTELLINO ROSSO ALL'ITALIA DAL CONSIGLIO D'EUROPA |
Pensioni minime e assegni ai disabili: cartellino rosso all’Italia dal Consiglio d’Europa Le pensioni minime contributive e l’assegno mensile ai disabili non sono adeguati in Italia a quanto stabilito dalla Carta Sociale Europea. A denunciarlo è il Comitato del Consiglio d’Europa, organo preposto a vigilare sul rispetto della Convenzione. Questo importante intervento istituzionale conferma quanto la Fnp da sempre denuncia circa l’impoverimento delle persone titolari di tale reddito e la difficoltà delle persone non autonome o disabili. La Fnp rivendica interventi pubblici che pongano rimedio alla pesante condizione delle persone che stanno dentro l’area denunciata. "E fra queste – denuncia la coordinatrice delle pensionate Cisl, Valeria De Bortoli – ci sono soprattutto donne anziane, la cui vita lavorativa fuori casa è stata limitata negli anni, quindici o venti al massimo, e poi hanno badato alla famiglia, cresciuto i figli, accudito i nipoti, assistito i genitori anziani, sopperendo alle carenze dei servizi sociali pubblici". La tutela dei diritti e la risposta ai bisogni di queste persone è necessaria, se non le si vuole escludere dalla cittadinanza sociale, prevista peraltro dalla Costituzione. "Le pensionate Cisl – ha concluso De Bortoli - nell’impegno quotidiano svolto nel sindacato, sostengono con forza le richieste della loro Federazione e auspicano che il 2010, "Anno europeo della lotta alla povertà", l’Italia prenda provvedimenti concreti a tutela dei suoi cittadini anziani, a partire da coloro, soprattutto donne, che vivono da soli".
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| [2010-01-28 00:00:00] I PIU' BASSI ASSEGNI FAMILIARI D'EUROPA |
I PIÙ BASSI ASSEGNI FAMILIARI D’EUROPA
Se uno rimane senza lavoro continua a prendere gli stessi assegni familiari di prima, oppure ha diritto a un aumento? La domanda è stata posta al Governo dal deputato del Pd, Luigi Bobba ex presidente delle Acli e uno dei politici più attenti alle politiche familiari. E il Governo ha risposto, stupito, che non vede il problema. Invece, la questione esiste, eccome. Spiega Bobba: «Se un lavoratore, con figli a carico, va in Cassa integrazione all’inizio del 2010 deve aspettare il mese di giugno del 2011 per vedersi ricalcolato il reddito e, quindi, l’importo per gli assegni familiari. Nel frattempo come campa? Così ho chiesto spiegazioni». Nella sua interrogazione parlamentare, Bobba ha messo in rilievo altri problemi che collocano l’Italia in fondo alla fila, in Europa, per le politiche dì sostegno alle famiglie: gli assegni familiari sono i più bassi del continente, i lavoratori autonomi sono discriminati perché esclusi dal sistema degli assegni, le revisioni periodiche dell’importo non tengono il passo dell’inflazione reale. E, appunto, occorre un anno per aggiornarli. Il Governo ha risposto in modo esemplarmente burocratìco, rilevando che il sistema di aggiornamento è «non pregiudizievole per i nuclei beneficiari della prestazione in argomento». Bobba ha replicato dichiarandosi del tutto insoddisfatto a nome di centinaia dì migliaia di famiglie, che scontano l’attuale crisi economica. Oltretutto, ritiene offensivo che il Governo nella sua risposta citi la «Carta acquisti” per le famiglie come modo per venire incontro alle loro difficoltà. La Carta, infatti, è prevista soltanto per 600 mila beneficiari.
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| [2010-01-10 00:00:00] PENSIONATI: POVERO UNO SU DUE |
PENSIONATI, POVERO UNO SU DUE.
In Italia una/un pensionato su due è povero con una pensione che non supera la soglia dei 500 euro al mese. Sono quasi 14 milioni e mezzo le pensioni ed il 49% del totale pari a 7 milioni non superano la soglia dei 500 euro al mese. Di questi, quasi 1.800.000, pari al 12,4% del totale, non oltrepassano nemmeno la soglia dei 250 euro al mese. Ad effettuare lo studio sull’identikit dei pensionati è stato KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani. Il risultato che emerge e’ molto allarmante. Se da un lato la spesa previdenziale continua ad aumentare, dall’altro gli importi corrisposti sono relativamente modesti e, per la metà, non superano la soglia di povertà. La media dell’importo mensile erogato dall’Inps ai pensionati italiani e’ di 654,86 euro. Ad innalzare la media ci sono i "pensionati d’oro", circa 56mila titolari di pensioni, lo 0,39% del totale, che prendono più di 3.000 euro al mese. "I pensionati italiani ed in particolare quelli del sud sono tra i più poveri in Europa - afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani - Serve un’armonizzazione europea del sistema pensionistico ed una politica economica seria che ponga al centro del sistema economico l’uomo con i suoi bisogni."
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A cura di Matteo Vendramin
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